I LUOGHI DI CULTO RELIGIOSO DI MARTA SONO:

 

 

COLLEGIATA SS. MARTA E BIAGIO

COME ARRIVARE: (il GPS segna il punto in cui potrete arrivare alla Collegiata dei SS. Marta e Biagio ma si può andare solo a piedi, quindi per parcheggiare la vostra auto seguite la descrizione)

Partendo dall’uscita della Strada Provinciale Verentana, proseguite sempre dritto su Via Laertina fino alla strada dove cominceranno i sampietrini dove noterete il Monumento ai Caduti sulla sinistra (qui cercate un parcheggio dove preferite). Qui attraversate l’arco posto sotto il palazzo comunale che avrete di fronte e sarete nel cuore del borgo. Pochi metri dopo sulla sinistra vedrete la rampa di scale che porta all’entrata della chiesa.

STORIA E DESCRIZIONE

La costruzione dell’attuale struttura risale ai primi anni del ‘600, in seguito al crollo della chiesa di S. Marta che sorgeva sul luogo dell’attuale chiesa. Si trova nel centro storico del paese, appena dietro al palazzo comunale.

L’accesso alla chiesa è raggiungibile tra una scalinata parallela alla facciata, di 23 gradini (la chiesa è sopraelevata rispetto alla piazza antistante), e una rampa laterale di recente costruzione. È presente una ringhiera di ferro a protezione di entrambi gli accessi.

Al termine della scalinata si arriva all’accesso della chiesa, un portale in legno seguito da una bussola in vetro. Il portone è rettangolare, presenta una cornice in peperino, al di sopra di esso è posta una lapide commemorativa e al di sopra della lapide è presente una finestra semicircolare.

La facciata è ad ordine unico con un timpano triangolare. Sulla sinistra, è visibile un campanile a pianta quadrata.

La chiesa è ad aula unica e terminazione piana. Ogni lato della navata è impreziosito da una trabeazione continua sorretto da paraste di ordine architettonico tuscanico. Tra le paraste si possono ammirare archi a tutto sesto che delimitano lo spazio al cui interno si trovano gli altari minori (3 per lato). Tutti e 6 gli altari presentano un’edicola su colonne rialzate su piedistalli e timpani regolari.

Appena superata la bussola in vetro, si possono notare due porte, una a sinistra e una a destra. Quella di sinistra conduce alla sacrestia mentre quella di destra (che era utilizzata in passato come ingresso secondario) oggi risulta murata e coperta dall’immagine della Madonna del Monte.

L’area del presbiterio è delimitata da un arco a tutto sesto poggiante su due colonne in finto marmo, inoltre è rialzata dal resto dell’aula di due gradini. La mensa è collocata al centro dell’area ed è caratterizzata frontalmente da un tondo a bassorilievo che rappresenta la “Lavanda dei piedi“.

Sul fondo, rialzato di un gradino, si erge l’altare maggiore caratterizzato da 2 colonne corinzie con timpano spezzato. L’altare e la mensa sono collegati da una pedana in legno coperta da moquette.

L’altare maggiore presenta un dipinto ad olio raffigurante “il Salvatore nella gloria della Resurrezione”. Nel dipinto si possono vedere in basso i due santi titolari: Santa Marta che schiaccia il drago, San Biagio vescovo con lo strumento del martirio (pettine di ferro) e la mitria nelle mani di due angeli.

La navata è coperta da una volta a botte lunettata, mentre il presbiterio da una volta a crociera. L’illuminazione interna è garantita dalla presenza di 6 finestre semicircolari, disposte 3 per ogni lato, e da un’altra nella controfacciata (impreziosita da una vetrata raffigurante San Biagio). A dar luce invece al presbiterio ci sono due finestre rettangolari e un’apertura ovale posta sopra l’altare maggiore.

LA NOSTRA ESPERIENZA

Già all’ingresso ci ha piacevolmente colpito un aspetto, la presenza della rampa esterna permette all’accesso alla chiesa a persone con ridotta mobilità motoria che, a causa della presenza dei 23 gradini, avrebbero avuto notevoli difficoltà ad accedere alla chiesa. A nostro avviso è un bellissimo segnale che nel 2022 si faccia di tutto per abbattere le barriere architettoniche che non rendono agevole la vita a persone che presentano difficoltà motorie.

Da alcune persone del posto abbiamo saputo che la chiesa è anche chiamata collegiata in quanto è retta da un Capitolo di Canonici presieduti dal Parroco. Inoltre abbiamo scoperto che San Biagio, compatrono della città di Marta insieme a Santa Marta, è il santo invocato per le malattie della gola e infatti in chiesa ai piedi della statua abbiamo trovato un cestino con dei batuffoli di cotone bagnati con olio benedetto e avvolti in pellicola d’alluminio con l’indicazione di strofinarlo sulla gola compiendo il segno della croce e recitando una preghiera per far intercedere il santo.

Con la sua posizione rialzata rispetto al piano della piazza, la chiesa appare imponente ma colpisce la bellezza dei colori che la caratterizzano anche all’interno. Merita sicuramente di essere visitata.

 

 

CHIESA MADONNA DEL CASTAGNO

COME ARRIVARE: (possibile arrivare con l’automobile)

Partendo dall’uscita della Strada Provinciale Verentana, proseguite sempre dritto su Via Laertina fino alla strada dove cominceranno i sampietrini dove noterete il Monumento ai Caduti. Qui girate a sinistra prima della piazza e seguite la strada fino a vedere una piccola rotonda sulla destra, prendetela e proseguite dritto per qualche centinaia di metri fino ad uscire dal paese. Sulla vostra destra vedrete la facciata della chiesa.

STORIA E DESCRIZIONE

Da alcuni documenti storici risulta che in questo luogo dove oggi sorge la Chiesa della Madonna del Castagno, già nel XVI sec. esisteva una piccola cappella votiva la cui costruzione risale alla seconda metà del XVII secolo.

L’edificio si trova al di fuori del borgo ed è una tipica chiesetta di campagna; si colloca all’incrocio tra via Capodimonte e via Verentana in posizione un po’ soprelevata rispetto alla strada (per accedere alla chiesa è infatti necessario imboccare una rampa che conduce proprio davanti all’ingresso della chiesetta). Guardando il prospetto frontale, la chiesa costeggia a sinistra via Capodimonte, mentre a destra è presente della vegetazione. Sul retro è invece posta la sacrestia.

La facciata, a capanna, è in pietra a vista e ha al centro il portale rettangolare, preceduto da un gradino, delimitato da una cornice in peperino. Ai lati della porta vi sono invece due finestre quadrate munite di grate e al di sopra della porta, in asse con la stessa, si trova un oculo con vetrata istoriata raffigurante l’Immacolata. Sempre guardando la facciata, in alto a destra, si trova un piccolo campanile a vela. 

La chiesa è composta da un’unica aula a terminazione piana. Il presbiterio è separato dall’area in cui sono collocati i banchi per la seduta dei fedeli da un gradino; la mensa è posta al centro del presbiterio rialzato a sua volta da un ulteriore gradino. Ai lati dell’altare maggiore sono presenti due porte, ornate da cornici in peperino, che conducono alla sacrestia retrostante.

A metà delle pareti dell’aula si trovano due altari laterali barocchi in gesso e stucco che si fronteggiano e che sono arricchiti da frontespizi con colonne corinzie e timpani curvi spezzati. L’altare di sinistra è intitolato a San Gaetano di Thiene, quello di destra alla Vergine dei sette dolori.

Sulla parete di fondo sorge l’altare centrale, formato da un ricco frontespizio, delimitato da due colonne rialzate in pietra con il tralcio fiorito a spirale su piedistalli con motivo di scanalatura. Sotto la trabeazione impreziosita da cherubini, è presente all’interno di una cornice un’antica tegola romana raffigurante la Vergine Maria con il Bambino Gesù in braccio e sopra di essi è dipinto un fregio con le castagne.

La chiesa ha un tetto uniforme a vista sorretto da capriate (precedentemente era presente un soffitto a legno dipinto con motivi tardo barocchi purtroppo demolito in seguito ai lavori di rifacimento del tetto). L’illuminazione dell’ambiente è permessa dalle due finestre poste ai lati del presbiterio, da quelle poste ai lati dell’ingresso e dalla finestra circolare posta sopra la porta.

LA NOSTRA ESPERIENZA

Il vialetto con pavimentazione a sampietrini che porta verso l’ingresso della chiesa è molto carino, circondato da moltissimo verde e piante con fiori molto colorati e ben tenuti. La facciata in pietra a vista rende molto l’idea del carattere rurale di questa chiesa che si presenta molto essenziale nei suoi ornamenti interni. La Madonna del Castagno si festeggia l’ultima domenica di Aprile e rappresenta la protettrice degli automobilisti. Molto belli i tre altari barocchi presenti dentro la chiesa, di cui ci hanno molto colpito i particolari: nell’altare intitolato a San Gaetano di Thiene è infatti presente, sopra l’affresco del santo, una colomba simboleggiante lo Spirito Santo e sotto una corona che sormonta uno stemma araldico con il leone rampante e le api; nell’altare intitolato alla Vergine dei sette dolori è raffigurata invece la Fenice in mezzo alle fiamme, simbolo della resurrezione. Nella sua semplicità, è una chiesetta che merita di essere visitata in quanto sa concedere momenti preziosi di raccoglimento e preghiera.

 

 

SANTUARIO MADONNA SS.MA DEL MONTE

COME ARRIVARE: (possibile arrivare con l’automobile)

Partendo dall’uscita della Strada Provinciale Verentana, proseguite sempre dritto su Via Laertina fino alla strada dove cominceranno i sampietrini dove noterete il Monumento ai Caduti. Qui girate a sinistra prima della piazza e seguite la strada fino a vedere una piccola rotonda sulla destra, prendetela e proseguite dritto fino a che sulla destra non vedrete un’antica struttura con in alto 4 archi. Subito prima di questa struttura, sulla vostra sinistra c’è una stradina fatta di sampietrini. Prendete questa stradina e percorretela tutta fino ad uscire dal borgo. Allo STOP dovrete proseguire ancora dritto e tenervi sulla sinistra subito dopo l’incrocio per salire sullo spiazzale dove si trova il santuario.

STORIA E DESCRIZIONE

In questo luogo era presente una piccola chiesa con annesso convento gestito dai monaci benedettini che poi fu abbandonato nel XII secolo. La forma attuale del Santuario della Madonna del Monte si deve alla riedificazione dell’edificio ad opera della comunità martana intorno all’anno 1460.  

Il santuario della Madonna SS.ma del Monte è situato appena fuori dal paese, e sorge sul colle che domina il paese e il lago di Bolsena. Dalla strada provinciale Verentana si accede ad una strada privata che porta al sacrato della chiesa.

La facciata romanica, in muratura di blocchi di pietra locale dalle linee semplici, è di forma rettangolare. In alto a destra è visibile il campanile a vela con due campane. Al centro della facciata vi è un portale rettangolare rinascimentale, che presenta una cornice scolpita in peperino e sormontato da una nicchia arcuata che ospita l’affresco della Madonna con Bambino ormai visibilmente deteriorato. Lo stipite del portone è scolpito a bassorilievo con un lungo tralcio arabescato che fuoriesce da un’anfora ancora visibile alla base. Nell’architrave invece sono scolpiti due angeli; sopra l’architrave è invece presente la scritta “Anno 1485 – Ave Maria – Petrus (Farnesius) fecit hoc opus”. Il tutto è completato da un cornicione sporgente.

Al di sopra e in asse con il portone, sono presenti una finestra e un oculo impreziositi da vetrate artistiche. Nel rosone è rappresentato il sole, che permette la vita, in un movimento a spirale che accompagna la vita del seme da quando gettato, germoglia, cresce, poi diviene foglia e spiga che continua in se nuovi semi che perpetueranno il ciclo vitale (chiaro riferimento al passo del Vangelo del seme e l’allusione a Cristo come luce del mondo e pane eucaristico. Nella finestra sono invece rappresentate le mani che porgono come offerta l’uva, le spighe, il pesce e le ciambelle.

La chiesa è ad aula unica e terminazione piana e presenta tre cappelle sul lato destro comunicanti. Subito dopo il portone c’è una bussola lignea, impreziosita dal monogramma mariano  formato dalle lettere A + M che richiamano l’espressione latina “Auspice Maria”, ossia “sotto la protezione di Maria” come anche il saluto che l’arcangelo Gabriele rivolse alla Madonna quando le annunciò che sarebbe divenuta madre del figlio di Dio “Ave Maria”.

Ai lati della navata sono presenti due altari, rialzati di un gradino, che presentano un frontespizio con colonne su piedistalli che sorreggono un timpano triangolare. L’altare di destra è intitolato a S. Francesco di Paola, fondatore dei Frati Minimi; la tela raffigura il santo inginocchiato e due angeli che portano in mano il primo una sfera raggiante con la scritta “CHA-RI-TAS”, motto dell’ordine dei Minimi, e il secondo una corona e dei gigli.
L’altare di sinistra è dedicato ai beati dello stesso ordine Gaspare e Nicolao; la tela raffigura i due santi inginocchiati che contemplano la Santissima trinità e un angelo con in mano dei gigli. L’affresco purtroppo è solo una copia in quanto l’originale è stato trafugato dalla chiesa nel 2000.

 

Sulla parete destra è visibile il resto di un affresco raffigurante il santo Simeone che tiene un libro tra le mani e Rocco con la mano rivolta ad indicare la piaga sulla coscia. Le figure sono all’interno di un riquadro decorato da fiori stilizzati e dietro di esse è dipinto un drappo rosso decorato da semplici fiori bianchi.

Il presbiterio è separato dall’aula da un gradino e da una balaustra in peperino. Al centro del presbiterio è collocata la mensa. Al centro della parete di fondo si erge il frontespizio dell’altare ornato da 4 colonne corinzie con capitelli compositi poste su alti piedistalli, le anteriori di marmo verde, le posteriori di gesso dipinte. Sopra la trabeazione è ben visibile nuovamente il monogramma mariano cerchiato da raggi di sole, e ai lati sono presenti due angeli di gesso e stucco in atteggiamento di devozione. In basso due angeli reggono una corona e sotto di esse sono visibili altre teste di angeli. L’affresco centrale rappresenta la Madonna con il Bambino affiancata da due santi:

S. Giovanni Battista a sinistra, un santo dottore a destra (S. Benedetto o S. Agostino). Le due porte ai lati dell’altare portano alla sacrestia retrostante¸ più in alto e in asse con queste porte sono presenti due finestre arcuate cieche.

A destra sono presenti tre aperture ad arco che conducono alle tre cappelle laterali comunicanti tra loro tramite archi a tutto sesto. Nella prima cappella, rialzata di due gradini, è presente l’ingresso secondario della chiesa. La seconda cappella non ha accesso diretto alla navata in quanto posta dietro l’altare dedicato a San Francesco di Paola; al suo interno sono collocati gli ex voto lasciati in segno di gratitudine per le grazie ricevute. Nella terza cappella è invece presente il tabernacolo. È presente inoltre un’ultima cappella a cui si accede dal presbiterio e ha una porta che conduce ad ambienti retrostanti.

A copertura dello spazio vi è un tetto a due falde con orditura lignea, sorretto da 6 capriate.

LA NOSTRA ESPERIENZA

La festa legata alla Madonna che qui viene venerata si celebra il 14 maggio di ogni anno ed è una tra le più suggestive e ricche del viterbese; la festa è quella della Madonna Santissima del Monte conosciuta anche come “Barabbata”.

Abbiamo avuto la fortuna di visitare questa chiesa dopo che era stato celebrato un matrimonio. La chiesa, già bella di suo, adornata con i fiori a festa risulta ancora più bella. L’unico dispiacere di quel giorno è stato non poter visitare il chiostro annesso che abbiamo potuto intravedere solo dal cancello esterno.

Un particolare ci ha molto colpiti, e ci riferiamo ai resti dell’arco visibili sul muro di fondo, in posizione decentrata rispetto all’altare. L’idea che ci siamo fatti è che non sia più in asse con l’altare in quanto la chiesa è stata ricostruita e ampliata rispetto alla precedente e i resti di quell’arco ne dimostrano le dimensioni più modeste.

Un’altra cosa che ci ha colpito è stata l’acquasantiera in pietra posta subito dopo l’ingresso, sulla destra, che sembra formata da due elementi distinti sovrapposti (un catino posto sopra una base di sostegno). Sembra molto antica, probabilmente un resto dell’arredamento originario.

Molto suggestive anche le cappelle laterali, soprattutto la terza dove è posizionato il tabernacolo con all’interno il Santissimo Sacramento. Davanti al tabernacolo è presente un piccolo inginocchiatoio che permette ai visitatori di fermarsi per una preghiera. La luce soffusa caratterizza questo ambiente e ne conferisce un’aura di vero raccoglimento e preghiera. Consigliata!

 

 

CHIESA DEL SANTISSIMO CROCIFISSO

COME ARRIVARE: (possibile arrivare con l’automobile)

Partendo dall’uscita della Strada Provinciale Verentana, proseguite sempre dritto su Via Laertina fino alla strada dove cominceranno i sampietrini dove noterete il Monumento ai Caduti. Qui girate a sinistra prima della piazza e dopo pochi metri sulla sinistra vedrete la Chiesa del Crocifisso che fa angolo.

STORIA E DESCRIZIONE

La costruzione della chiesa del Santissimo Crocifisso risale al XVI secolo. Si trova in prossimità di piazza Umberto I.

La facciata è rettangolare, caratterizzata da un portale architravato, ornato da una cornice in basaltina, e da un timpano triangolare. Sopra il timpano del portale è presente un oculo. Il prospetto della facciata si presenta intonacato, mentre quello laterale è in muratura a vista. È presente un campanile a vela.

La chiesa è ad aula unica e terminazione piana. L’ingresso principale è posto in facciata, su via Nino Bixio, ma non è più in uso data la scarsa ampiezza del marciapiede che costeggia la strada. Oggi si accede dall’ingresso secondario posto, guardando frontalmente la chiesa, sulla sinistra. All’ingresso è posta la statua di San Biagio e vi sono 7 gradini che precedono l’entrata alla chiesa.

L’aula unica è divisa in due spazi sul piano longitudinale, divisi da un arco trasversale a tutto sesto su pilastri aggettanti. Entrambi gli spazi sono voltati a botte. L’illuminazione del primo spazio è garantita dall’oculo presente in facciata, sopra la trabeazione del portale d’ingresso. Il secondo spazio presenta invece una cappella a pianta rettangolare con copertura a botte e riceve la luce dalle due finestrelle quadrate poste ai lati.

Tra l’aula e il presbiterio è presente un altro arco a tutto sesto. Il presbiterio a pianta quadrata è rialzato dall’aula di due gradini. È caratterizzato da paraste angolari di ordine tuscanico con trabeazione. Al centro del presbiterio è posizionata la mensa, mentre lungo i lati sono presenti stalli lignei; sul fondo si erge un alto frontespizio su colonne corinzie e trabeazione; all’interno del frontespizio è presente un Crocifisso. A destra di questo altare si apre la porta che conduce alla sagrestia retrostante. Il presbiterio è illuminato da una finestra a lunetta posta a sinistra. La chiesa all’interno risulta essere intonacata.

LA NOSTRA ESPERIENZA

La chiesa è piccola ma davvero particolare. Ci è piaciuta la parete laterale con la pietra a vista, ci è piaciuta meno la facciata frontale intonacata. Altro elemento d’interesse è stato il Lezionario posto all’ingresso sulle letture del giorno, cosicché chiunque entrando possa leggere la parola di Dio. Ci è dispiaciuto invece vedere gli affreschi presenti nelle volte che risultano gravemente danneggiati (forse dal tempo, o forse dall’incuria, non lo sappiamo).

All’interno è presente una tela del 1800 raffigurante la madonna del Carmelo trafugato dalla chiesa della Madonna del Castagno alla quale era stata dedicata e per fortuna recuperata dalle forze dell’ordine.

Seppur piccola nelle sue dimensioni, questa chiesa ci ha affascinato per diversi particolari come quelli presenti sugli stalli lignei raffiguranti dei teschi e delle teste all’interno di coppe. Consigliata!