Secondo alcuni studiosi, le origini di Marta sarebbero antichissime, addirittura risalenti al tempo dei Fenici dal quale avrebbe derivato il nome di Marath, altri addirittura sostengono che sia stata fondata da un pronipote di Noè. Secondo alcuni invece le sue origini risalirebbero al periodo Etrusco o dei Romani. Tutto questo fa intendere come non sia ben chiara la storia della nascita di Marta.

Nel periodo preistorico ed etrusco, la presenza dell’uomo nel territorio è comunque confermata da alcuni reperti archeologici come vasi e ceramiche datati V e VI sec. a.C. mentre il nome “Marta” compare per la prima volta nel 726 d.C. in un atto di donazione alla Santa Sede ad opera di Ludovico il Pio. Inoltre appare in altri documenti (diplomi per l’esattezza) del 817, 823, 962, 1014. Si parla di Marta anche nella “Tavola Peutingeriana” (una carta itineraria di epoca imperiale risalente alla fine del XI secolo).

Nel 1247 il paese venne affidato da Papa Innocenzo IV al prefetto Pietro Di Vico, che nel 1255 occupò il castello di Marta, ottenendo la reazione dei Viterbesi e dei signori di Bisenzo, ma quest’ultimi crearono un’alleanza con il comune di Orvieto e per esso conquistarono l’isola Martana nel 1259.

Nel 1261, Marta subì un attacco da parte dei Bisenzo, che scatenarono la loro collera assalendo il castello di Marta appiccando incendi ovunque a causa della decisione di Papa Urbano IV che, fresco di elezione, riconobbe al Di Vico il possesso temporaneo di Marta. Papa Urbano IV per risolvere la questione, offrì 700 lire perugine al Di Vico e 500 lire senesi a Giacomo di Bisenzo mettendo così fine ad ogni loro pretesa o diritto. Tutto questo accadde nel 1263. In quel periodo il Papa restaurò il paese mettendo di guardia alcuni soldati, e da qui partì il periodo dei castellani.

Dal 1269 fino al 1320, il paese fu in mano a Raniero Gatti, e subito dopo Marta fu di nuovo vittima di contese e scorrerie delle milizie. Nel 1323 Papa Giovanni XXIII restaurò il paese ridotto in macerie.

Nel periodo compreso dal 1372 al 1378 durante il regno di Papa Gregorio XI le province papali furono devastate dalle truppe francesi. I Brettoni saccheggiarono e si impossessarono di Marta, ma Bonifacio IX nel 1404 versò nelle tasche dei Brettoni 5000 fiorini d’oro come riscatto ed essi consegnarono il castello al presidio pontificio. Un paio d’anni dopo, Papa Innocenzo VII concesse la terra riscattata a Paolo Orsini.

Nel 1413 Angelo da Lavello, detto Tartaglia, occupò il paese venendo riconosciuto il suo dominio dall’antipapa Giovanni XXIII.

Nel 1430 Marta tornò in possesso della Camera Apostolica, e un anno dopo venne concessa in pegno alla famiglia Farnese fino al 1486 quando tornò in mano agli Orsini. I Farnese la riebbero nel 1513 quando Leone X la conferì in feudo al cardinale Alessandro (futuro Papa Paolo III).

Nel 1537 con la costituzione del Ducato di Castro, Marta entrò a far parte dei possedimenti del Ducato sotto il governo dei Farnese, fino alla distruzione del Ducato ad opera di Papa Innocenzo X Pamphili nel 1649 tornando così alla Camera Apostolica fino al 1788 quando venne concessa al Marchese Pietro della Fargna.

Fino al 1927 fu Provincia di Roma per poi diventare Provincia di Viterbo.

foto copertina presa dal sito www.città.eu